Peste
BruinoStorie e curiosità

L’anno orribile della peste in Val Sangone, 1630. A gennaio il primo bubbone a Bruino

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Nel gennaio del 1630 a Bruino per la prima volta si vide la peste: il primo bubbone fu scoperto sul corpo di un calzolaio. Quel caso isolato non era altro che l’inizio di un lungo anno “apocalittico” che colpì tutta la Val Sangone e tutto il Piemonte. Un lasso di tempo in cui le vittime non si contavano quasi, dove i corpi senza vita venivano ammassati ovunque, in tutte le strade, prima di essere gettati nelle fosse comuni.

Bruino governata dai Molines

Per tutto il Piemonte la fine del 1500 fu un periodo nero. Il successore di Emanuele Filiberto di Savoia, Carlo Emanuele I, si scontrò ben presto contro Enrico IV re di Francia. Quest’ultimo portò le sue milizie, guidate dal maresciallo Lesdigueres, in Piemonte e riuscì presto a conquistare la Val Susa. Non fece lo stesso con la Val Sangone perché la Città di Giaveno pagò 575 ducati d’oro e consegnò 200 sacchi di frumento e altrettanti di avena e farina. In tutto questo Bruino non venne praticamente mai toccata dall’esercito francese in un’epoca che la vedeva governata da Giovanni Malines che nel 1605 ricevette il feudo e si sposò con Caterina, la figlia del barone Clemente di Mombasiglio. Dicevamo che, nonostante il trambusto in gran parte del Torinese, Bruino viveva molto più serenamente di altri, almeno fino al gennaio del 1630 quando si scoprì un primo bubbone della peste.

Un anno orribile

Per tutta la Val Sangone fu un anno incredibilmente orribile. I governanti decisero di espellere dalle città e dai feudi nobili tutti i mendicanti e i non residenti, ma questo non bastò a evitare la diffusione della peste. Nessun Comune fu risparmiato: oltre a Bruino, il contagio avvenne anche a Reano, Beinasco, Piossasco, Rivalta, a Giaveno dove ci furono 76 vittime e a Orbassano dove i morti furono addirittura oltre 600. Uno scenario apocalittico che vide morire anche tantissimi animali. E i cadaveri, che ormai non si contavano più, furono ammassati in ogni dove.

Ladri e mancanza di cibo

Come se la peste non bastasse a creare scompiglio e terrore, in quel periodo ci si misero anche i ladri che approfittarono del trambusto dato anche dalla mancanza di viveri e di pane. Insomma, dal gennaio del 1630 Bruino e gli altri Comuni non se la passarono per nulla bene. Una cosa non cambiò per nulla: la dinastia e il comando dei Molines continuò nonostante tutto.

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