Fabrizio De Rosa dietro il bancone del Pastificio Sanganese
Fabrizio De Rosa dietro il bancone del Pastificio Sanganese
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Sangano, la storia di Fabrizio: «A 30 anni ho le idee chiare, voglio fare la pasta»

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Quanti hanno avuto la fortuna di assaggiare dei ravioli ripieni di salsiccia e friarielli, oppure polipo e patate o ancora fichi e prosciutto crudo? In pochi avranno risposto “sì”, ma sicuramente a molti è venuta l’acquolina in bocca e la voglia di gustare un primo piatto dai sapori inusuali ma che ben si sposano tra loro. Tranquilli, non è difficile passare da questo articolo alla sala da pranzo. Da poco più di due mesi infatti in via Bert a Sangano ha aperto un nuovo pastificio, di fianco a Banca Sella, che propone tutte queste leccornie, insieme alla pasta tradizionale (ripiena e non) e a prodotti di gastronomia di alta qualità. Abbiamo voluto conoscere il titolare, Fabrizio De Rosa, un ragazzo di appena trent’anni che pare avere le idee molto chiare su quello che vuole fare “da grande”.

E dire che al giorno d’oggi essere sicuri della strada che si è intrapreso non è cosa da tutti. A Sangano c’è chi qualche anno fa ha voluto rischiare e oggi raccoglie i frutti di tante notti passate a lavorare e giornate infinite per regalare la propria migliore creazione ai clienti. Lui è Fabrizio, il proprietario del nuovo “Pastificio Sanganese” che si è posto un obiettivo non da poco: servire tutta la Val Sangone grazie alla qualità e alla freschezza dei prodotti che vende direttamente in negozio, a cui si aggiunge un ulteriore servizio, la consegna a domicilio.

“Ho scelto di puntare sulla qualità e sul fare sentire il cliente in un ambiente familiare”, ci tiene a sottolineare Fabrizio che accoglie tutti coloro che entrano con un sorriso e una battuta. Qui non si compra solo pasta, ci sono diversi formaggi, antipasti, salumi e tanto altro: “Gran parte di ciò che vendiamo viene fatto qui dentro”, ci dice Fabrizio, “abbiamo anche la particolarità di avere una finestra che dà sul laboratorio, in modo tale che chiunque possa curiosare e vedere come nasce ciò che magari poco dopo servirà in tavola”. Ed è proprio così, mentre lo intervistiamo sta facendo gli agnolotti ed effettivamente ci accorgiamo solo dopo che due bambini hanno letteralmente la faccia contro la finestra e non si perdono nemmeno un particolare.  

Ma come nasce in un ragazzo di trent’anni questa passione travolgente per la pasta? Sicuramente tutti pensano a un amore trasmesso dalla mamma o dalla nonna. E invece no. “Ho iniziato acquistando un furgone per vendere i primi piatti nei grossi eventi e nelle fiere, ma mentre studiavo come funzionava il tutto mi è presa una gran voglia di produrre direttamente la pasta e, invece di andare in giro, avrei potuto aprire un punto vendita”.

Detto e fatto, grazie anche alla fortuna e al supporto dei genitori. Fabrizio e un suo amico rilevano il pastificio di Villarbasse, primo vero banco di prova in questo settore per lui. “Il pastificio di Villarbasse è stato un inizio”, ci dice, “ma è solo quando ho deciso di mettermi in proprio che ho capito quanto sia complesso, ma ricco di soddisfazioni, questo lavoro”. Perché mettersi in proprio se le cose andavano bene a Villarbasse? “Perché in testa avevo questo sogno e l’ho coltivato lavorando duramente e studiando, fino a quando è diventato realtà lo scorso maggio”. Fabrizio ha rilevato il locale di fianco alla banca in via Bert, quello che ospitava una macelleria. “Non è stato semplice”, dice, “intanto bisogna stare attenti ai soldi, non sono infiniti, e poi ci sono state lungaggini nei lavori e nella burocrazia, tanto che più volte mi sono chiesto se stavo facendo la cosa giusta”. Finalmente è arrivato dicembre: “In molti mi chiedevano la data di inaugurazione. Speravo di aprire a ottobre, ma ci sono riuscito solo la settimana prima di Natale. Da quel momento non mi sono più fermato, nemmeno a Capodanno. Tirare su la saracinesca per la prima volta e aprire al pubblico è stato davvero come sognare a occhi aperti. Tanti gli sforzi, tanti i sacrifici, ma credo ne sia valsa la pena perché ci sono anche tante soddisfazioni”.

Un’apertura con il botto che ha portato Fabrizio a lavorare anche di notte per rispettare i numerosissimi ordini dei clienti. La sua pasta è piaciuta subito, le sue idee e l’innovazione che ha portato hanno fatto la differenza. “Mi sono messo in proprio perché avevo delle idee su come sarebbe potuto essere il prodotto finale, soprattutto mi piace giocare con i ripieni dei ravioli”. E per capire i suoi “esperimenti” riusciti basta leggere il menu dove si trovano anche le specialità gastronomiche come crespelle, tomini, voulevant, gorgonzole, dolci, pasta all’uovo e ripiena. Insomma, tutti i palati possono essere soddisfatti.

Per i più audaci e dal palato curioso, Fabrizio prepara ogni settimana quattro ripieni diversi dal solito e dai tradizionali. “Creiamo emozioni e le racchiudiamo dentro un agnolotto”, non a caso questo è il motto che si trova entrando al Pastificio Sanganese. “Faccio tantissime prove con i ripieni”, ci ribadisce di nuovo De Rosa, “ma nel mio pastificio non mancano mai gli agnolotti classici. Tanti clienti mi chiedono come cucinarli, altri mi danno dei suggerimenti e qualcuno mi ha anche fatto delle ordinazioni per portare la pasta ai parenti. Una signora aveva ordinato quattro chili da portare addirittura in Brasile per il compleanno del padre”.

Aperto da appena tre mesi (quasi) il Pastificio Sanganese è già punto di riferimento per molte famiglie, non solo di Sangano. Vista la qualità e la varietà dei prodotti non c’è dubbio che possa crescere ancora e tanto. Questo non è che l’inizio del sogno di Fabrizio De Rosa.

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