Bruino

Bruino sconvolta per la morte della “sua” Elisa, il ricordo della maestra della San Martino

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“Ti ho visto crescere Elisa, ti ricordo quando venivi a trovare la nonna e giocare in strada, con giochi semplice, come far correre una ruota con un bastone. Ricordo quella notte in cui ho visto Luca armeggiare sul camper parcheggiato in strada e non riconoscendolo, mi sono avvicinato per chiedergli chi fosse, con un bastone in mano e molta paura. Ma ti ricorderò sempre cosi, felice in mezzo ai nostri bambini della scuola dell’infanzia San Martino Vescovo. Ciao maestra Elisa”

Uno dei tanti pensieri e ricordi dedicati a Elisa Berton, la ragazza di 27 anni di Bruino scomparsa insieme al compagno Luca Lombardini, 31 anni, e al fratello di quest’ultimo Alessandro, 28 anni, durante una scalata sul lato francese del Monte Bianco a quota 3.500 metri. Tanti si ricordano di Elisa, lei che aveva insegnato e viveva tutt’ora a Bruino, paese in cui tra poco tempo avrebbe anche convissuto con Luca (la casa era in ristrutturazione) e in cui sarebbe ritornata a insegnare visto che era stata accettata una sua domanda di trasferimento. Ma il destino non ha voluto che tutto ciò accadesse.

Il destino li ha strappati alla vita nel modo più beffardo e sia a Orbassano che a Bruino in molti non ci volevano credere. Le ricerche di Elisa, Luca e Alessandro, persi sul lato francese del Monte Bianco nella giornata di martedì, si sono concluse nel modo peggiore.

Erano esperti scalatori, una passione che per Luca e Alessandro era stata trasmessa dal padre quando erano ancora piccoli. E proprio a migliaia di chilometri di altitudine volevano festeggiare il trentunesimo compleanno di Luca Lombardini. Il fratello ha approfittato delle ferie che avrebbe terminato martedì rientrando in servizio nel soccorso alpino della guardia di finanza di Bardonecchia di cui fa parte. Proprio i suoi colleghi hanno tentato disperatamente di ritrovarlo, ma senza esito. Elisa era in quota per seguire l’amore della sua vita, Luca.

Gli uomini della gendarmerie francese invece, che hanno sorvolato la zona con un elicottero dotato del “rilevatore Recco” che permette di captare piastrine e altri oggetti metallici, hanno individuato per primo il corpo di Luca. Aveva ancora addosso la corda che, si pensa, lo legasse i due compagni di scalata che tuttavia non sono ancora stati trovati. L’ipotesi principale è che siano non distanti dal primo corpo, probabilmente sepolti sotto un cumulo di rocce e ghiaccio. Nella giornata di oggi potrebbero essere riportati alla luce.

Come dicevamo la notizia ha lasciato un vuoto sia a Orbassano che a Bruino. I due fratelli risiedevano a Orbassano e qui Luca gestiva con la madre l’autoscuola Lombardini, anche se presto si sarebbe trasferito a Bruino con la sua Elisa con cui stava ristrutturando una vecchia casa dei nonni. Quanto a Elisa a Bruino la conoscevano in tanti. Aveva insegnato all’asilo San Martino Vescovo e ora, dopo un breve trasferimento professionale a Castellamonte, sarebbe ritornata in paese perché era stata accettata la sua domanda di trasferimento. Sono suoi gli ultimi messaggi. Durante il tragitto, per segnalare la propria posizione, ogni tanto mandava un WhatsApp a suo padre Massimo e a sua madre Anna Maria. Negli ultimi due aveva scritto che avrebbero fatto “un percorso più facile” e “meno male perché sono stanca”. Una stanchezza data da una gara di triathlon ad Avigliana solo qualche giorno prima.

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