Bruino

Follia a Bruino, 18enne aggredita in vicolo San Martino: “Ecco cosa è successo ieri mattina a mia figlia”

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“Aveva le cuffiette. Qualcuno arrivando da dietro all’improvviso le ha tirato lo zaino e sferrato un pugno sul volto colpendola allo zigomo. Mia figlia è caduta in avanti e si è fatta male. Inoltre le si sono deformati gli occhiali e si è rotto il cellulare”. Bruttissimo episodio nella mattinata di ieri a Bruino. Una ragazzina di 18 anni, Giada, è stata aggredita mentre stava raggiungendo la fermata del pullman che l’avrebbe portata al liceo artistico Cottini, la scuola che frequenta a Torino. Erano le 8.10 quando è stata colpita in vicolo San Martino, una via molto stretta che dal centro del Comune porta alla strada provinciale. Chi sia stato ad attaccarla e per quale motivo non si sa, questi rimangono due interrogativi che i carabinieri proveranno in primis a risolvere.

“Quando mi sono rialzata non c’era più nessuno”

Come dicevamo non c’è solo da capire chi abbia aggredito Giada, ma anche il movente. Quando la diciottenne si è rialzata era stordita, con gli occhiali rotti, e non è riuscita minimamente a vedere se qualcuno stava scappando e in che direzione. Ha controllato di avere sia il portafogli che il cellulare. C’era tutto, quindi non è stata un’aggressione per rapina. “Mia figlia è tornata a casa e mi ha telefonato”, ci racconta ancora Silvia, “all’inizio credevo quasi scherzasse e che volesse saltare la verifica di storia a scuola, ma quando l’ho raggiunta a casa l’ho vista giù di morale, con un livido sul volto e del sangue uscire dal naso”. Un momento tanto scioccante che Silvia, che è un’infermiera, non è riuscita a fare altro che portarla subito al pronto soccorso all’ospedale di Rivoli. “Non ho pensato nemmeno al ghiaccio talmente ero stordita in quel momento”. Comprensibile.

Trauma cranico e 7 giorni di prognosi

La giornata è stata lunghissima al pronto soccorso. “Alle 15 mia figlia sarebbe voluta scappare, ma abbiamo pazientato”. E dopo diverse ore è arrivata la diagnosi: escoriazioni (soprattutto allo zigomo) con un trauma cranico e sette giorni di prognosi. Inoltre a Giada è stata fatta una Tac per escludere che ci fossero lesioni interne. Dopo la denuncia al vicino Comando dei carabinieri di Rivoli, finalmente mamma e figlia sono tornate a casa.

Tutta Bruino con gli occhi aperti

Il fatto, denunciato dalla stessa Silvia sul gruppo “Sei di Bruino se” ha allarmato tutti i Bruinesi. Lei stessa non è più riuscita a seguire i commenti, così ha deciso di far togliere il post. Questo ha creato ancora più domande sui social network e si è creata una sorta di psicosi, una paura a fare uscire i ragazzi da soli soprattutto in vie strette e isolate come vicolo San Martino, che in verità fino a oggi non aveva fatto registrare alcun fatto pericoloso.

Un gioco stupido dietro l’aggressione?

Ora toccherà ai carabinieri provare a fare chiarezza su quanto successo. Non è semplice perché manca un movente, ma c’è la remota possibilità – oltre che la paura – che possa trattarsi di una sorta di gioco stupido in voga tra i ragazzi soprattutto qualche anno fa. Il “Knockout game” prevedeva il tirare pugni a passanti a caso. Non erano mancati feriti gravi e persino qualche vittima. “Non sappiamo perché sia stata aggredita. Abbiamo pensato anche a una sorta di iniziazione tra ragazzini, un gioco folle. In passato mia figlia è stata vittima di cyberbullismo. Per fortuna è forte e ne era uscita bene”. La speranza è che il colpevole venga trovato il prima possibile.

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