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“Con noi ridono e si divertono. Hanno tanta voglia di vivere”, alla scoperta della G.E.A.P.H. di Sangano

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Ormai viviamo in una società ossessionata dal lavoro, dai soldi e dal tempo, come se questi non bastassero mai. E invece intorno a noi, per fortuna, esistono ancora realtà che non guardano nessuna di queste tre cose. Non lo fanno perché il loro scopo principale è quello di aiutare gli altri. Una di queste realtà è la G.E.A.P.H. di Sangano, l’associazione Onlus di Genitori e Amici dei Portatori di Handicap.

La siamo andati a conoscere nella loro sede. “La nostra finalità e quella di sollevare le famiglie dal tenere i ragazzi 24 ore e farli svagare facendo gite, lunghe camminate, sport e tante attività”, ci dice Giuseppe che ci accompagna alla scoperta della G.E.A.P.H. Nella sede si ritrovano tutti i giorni dalle 15 alle 18. Da qui cominciano le tre ore di svago per i sei “ospiti” attuali. Gli uomini e le donna ospitati hanno “malattie intellettive”, sono nati con handicap che non ha però tolto loro la voglia di vivere e stare insieme. E ci riescono grazie ai volontari della Onlus che da 21 anni, con le difficoltà di chi non riceve soldi pubblici, sono riusciti a portare avanti il progetto.

“Cosa vi spinge a farlo?”, chiediamo a Giuseppe: “Ognuno di noi ha una motivazione diversa”, ci dice, “certo è che è una cosa che ti riempie il cuore. Quando ho iniziato non è stato facile, mi ha scombussolato la vita. Il rapporto con i ragazzi, diventati ora adulti, è stato coltivato giorno dopo giorno, fino ad arrivare a progetti che da un lato hanno fatto divertire tutti noi, dall’altro ci hanno permesso anche di poter allestire la struttura”. Girando per le quattro stanzone dedicate alla G.E.A.P.H. vediamo come siano riusciti con tanti sforzi a creare una realtà completa. C’è un calcio balilla, un tavolo da ping pong, sacchi da boxe, freccette, una stanza per i massaggi e una per fare merenda. “Proviamo a fare il possibile e anche l’impossibile per loro”, continua Giuseppe, “senza il loro entusiasmo nulla di questo sarebbe possibile. E non è facile visto che arrivano anche da situazioni familiari non semplici, magari per la perdita di uno o di entrambi i genitori o dall’età di questi”.

La giornata tipo alla G.E.A.P.H. è questa: si parte da un caffè è latte, poi si passa all’attività fisica “anche se non sempre hanno voglia di sudare” e a ciò che è più rilassante come massaggi o taglia e cucito. Ma la cosa che piace di più agli ospiti sono le passeggiate. “Amano camminare, anche troppo”, ci dice sorridendo Giuseppe, “non riesco a stargli dietro quasi quando usciamo. Spesso andiamo a Giaveno o ci studiamo percorsi come se fossimo a scuola e andassimo in gita”. E poi ci racconta di un progetto ideato da lui che li ha impegnati per quasi un anno tra il 2011 e il 2012. “Abbiamo fatto 40 tappe importanti per la storia d’Italia e di Torino, passando da Palazzo Reale a Villa della Regina, dal Centro Storico della Fiat a Museo del carcere ‘Le Nuove’, senza dimenticare il Museo Egizio e il Forte di Exilles”. E poi per i vent’anni dell’associazione: “Nel 2017 abbiamo compiuto vent’anni. L’associazione è stata fondata nel 1997 da Pasquale De Vito e lo scorso anno abbiamo organizzato una giornata speciale per i ragazzi coinvolgendo anche altre associazioni. Ci sono stati uno spettacolo di magia, burattini e un’esposizione di fotografie fatte negli ultimi vent’anni. E poi non poteva mancare la torta per festeggiare. Era lunga oltre 2 metri”.

Parlare con Giuseppe fa tornare umili. Lui, come gli altri volontari, si è “spogliato” di fronte alle difficoltà che la vita ha riservato a quelli che chiama e chiamerà sempre i “ragazzi”. Solo che negli ultimi anni non è stato facile, ci racconta ancora, arruolare nuovi volontari. “Manca il ricambio generazionale. Anzi, ne approfitto per lanciare un messaggio per chiunque volesse avvicinarsi al nostro mondo: i ragazzi qui sono persone normalissime, non sono ragazzi problematici. E’ vero, bisogna conquistarsi la loro fiducia e far capire loro che possono sempre contare su di noi, ma poi è una realtà che dà tanto, riempie il cuore”.

Ultima cosa, e qui ci teniamo noi a sottolinearla. La G.E.A.P.H. non riceve soldi pubblici e perlopiù si mantiene con le donazioni del 5×1000. “Non riceviamo soldi, è vero”, conclude Giuseppe, “quello che riusciamo a fare lo facciamo grazie alle donazioni, alle iscrizioni dei soci e con le vendite nei mercatini”. E la G.E.A.P.H. dovrebbe essere presente nella prossima Fiera Agricola di Sangano. Non dimenticate di andarli a trovare.

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