Rivalta

“Mi sarei dovuto fermare, ero sotto shock e sono fuggito”, pentito e ai domiciliari il pirata di Elena

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Sarebbe fuggito perché sotto shock, non sapeva cosa fare e come comportarsi. Per giorni inoltre, da quanto si è saputo, non avrebbe né mangiato né dormito. Samir O., 27 anni residente a Piossasco, il pirata della strada cercato per giorni in tutta la Val Sangone dopo aver travolto la diciannovenne Elena al confine tra Orbassano e Rivalta, ha risposto alle domande del gip che alla fine ne ha disposto la scarcerazione, il ritorno a casa e gli arresti domiciliari.

Pentito di quanto fatto

La decisione del giudice per le indagini preliminari è arrivata al termine dell’incontro con Samir. Da quanto si è appreso il ventisettenne si sarebbe dimostrato pentito di quanto fatto e avrebbe confessato di non essersi fermato perché sotto shock. Non sapeva come comportarsi e per giorni non sarebbe riuscito né a dormire né a mangiare. Questo, unito al fatto che è integrato nella comunità e che ha un contratto di lavoro, ha convinto il gip a scarcerarlo. Per il magistrato non ci sarebbe il rischio di fuga. La pensa diversamente invece il sostituto procuratore Vito Sandro Destito che nella mattinata di ieri ha depositato un ricorso con cui si chiede al tribunale del Riesame di riaprire la custodia cautelare in carcere.

“Non sono riuscito a evitare la ragazza”

Davanti al gip Samir ha ammesso le sue responsabilità dicendo di essersi trovato Elena davanti e non aver potuto fare nulla per evitare l’impatto. Sa che si sarebbe dovuto fermare, ma “sono scappato via perché ero sotto shock”, avrebbe detto in lacrime aggiungendo di essere rammaricato per quanto accaduto. Intanto la figlia di Elena e Marius, Sofia, è ancora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Sant’Anna.

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