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“La Battaglia della Farina è morta”. Invece no, domani a Bruino continua la tradizione, anche se…

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“La comunità bruinese perderà la goliardica Battaglia della Farina, vittima dei nobili che sempre hanno cercato di sopprimere la nostra volontà di proteggere e custodire le chiavi dell’antico feudo bruninese”. Questo il triste annuncio della “morte” di una delle tradizioni più lunghe di Bruino, annunciata con diversi manifesti funebri sparsi per tutta la cittadina. La Battaglia della Farina è nata alla fine degli anni Settanta e, dopo essere sopravvissuta per quasi quarant’anni, quest’anno ha rischiato per davvero di non vedere la luce. Sì, perché nonostante la premessa fatta a inizio articolo, anche quest’anno la Battaglia vivrà, ma ridimensionata sia nei numeri che nel percorso.

Il giorno designato per la Battaglia della Farina è domani, domenica 18 febbraio, con inizio alle 14.30 in via Roma. “Questa è una tradizione nata tanti tanti anni fa. Il suo inventore era tornato dalla Battaglia delle Arance di Ivrea e volle creare una festa simile qui a Bruino”, ci racconta Luca Passini, 33 anni, dell’associazione Battaglia della Farina, “io e i miei amici siamo cresciuti aspettando il Carnevale per sfidarci, e anche ora che abbiamo moglie e figli continuiamo a viverla come quando eravamo ragazzini”. Però questo non basta. Negli ultimi anni è mancato quel ricambio generazionale che permettesse alla Battaglia della Farina di poter continuare a vivere come ai suoi esordi. I partecipanti sono diminuiti, le liti con il Comune di Bruino sono aumentate e, alla fine, ogni anno si fanno i conti con la realtà.

“La nostra era una provocazione”, ci spiega Luca a proposito dei manifesti funebri, “in tantissimi ci hanno contattato per chiederci se era vero che quest’anno non ci sarebbe stata la Battaglia. Noi in privato abbiamo sempre spiegato che volevamo attirare l’attenzione su una tradizione che sta pian piano sparendo”. E ad attestarlo sono i numeri dei giovani, ad esempio, che partecipano all’organizzazione dell’evento. Non è servito nemmeno provare a coinvolgere il Centro Giovani.

Nonostante tutto la Battaglia della Farina è un evento che in tanti aspettano, seppur da spettatori. Quella di domani però sarà una piccola rivoluzione: la prima novità è la mancanza dei carri, uno dei perni dell’evento. “Confermo che non ci saranno i carri, ma solo uno e sarà funebre. In più i caposquadra avranno la casacca viola, proprio in segno di lutto”.

E poi c’è il rapporto con il Comune di Bruno, non proprio idilliaco, ma soprattutto mai come quest’anno è stato un problema per l’organizzazione vera e propria della manifestazione. Con la Circolare Gabrielli, voluta dal capo della polizia di Stato a seguito dei fatti di piazza San Carlo a Torino, organizzare eventi è diventato oneroso. Tanta la sicurezza richiesta e tanti gli accorgimenti a cui, spesso, le amministrazioni non sono riuscite a soddisfare. E così, dalla scorsa estate a oggi, sono saltati tanti eventi in tutta Italia. A rimetterci di più, manco a dirlo, sono i Comuni più piccoli. “Di solito le bombe di farina le facciamo a novembre, quest’anno le abbiamo fatte dopo la prima settimana di febbraio”, ci spiega ancora Luca Passini, “il perché è semplice. Vista la Circolare, fino al 10 gennaio la Battaglia della Farina è stata in dubbio. Non siamo riusciti nemmeno a preparare i carri. Dopo un incontro con l’assessore Chiara Becchio abbiamo deciso di proseguire il lavoro, non consci della notizia che ci ha dato proprio l’amministrazione solo pochi giorni fa”.

La novità comunicata all’ultimo momento è relativa al percorso. Ricordate il cordone di carri per tutta Bruino? Ecco, dimenticatela. La Battaglia 2018 sarà fatta dall’inizio di via Roma, fino a piazza della Pace. Un percorso di appena un chilometro. “Ci è stato detto dopo il 9 febbraio, quando noi ormai avevamo già preparato le bombe di farina. Ci siamo chiesti se annullarla o meno, ma la decisione è stata quella di farla ugualmente perché questa tradizione deve continuare per la comunità, a prescindere da tutto, e soprattutto per i bambini. Io ho una figlia di tre anni”, ci dice ancora Luca, “e voglio che anche lei cresca con la Battaglia di Bruino. Certo, il rischio è che tra un paio d’anni potrebbe davvero non esserci più”.

Cosa fondamentale della Battaglia della Farina è lo spirito. L’associazione vive per organizzare l’evento di Carnevale, anche se è lasciata sola, sia nell’organizzazione, sia nei costi. Il tutto ha un prezzo non altissimo, sui mille euro, ma a sobbarcarsela sono solo i privati. Tranne quest’anno che, visto il rischio che non fosse organizzata, l’amministrazione ha destinato 175 euro. Il resto l’hanno fatto i ragazzi che da decenni partecipano a questo bellissimo e conosciuto evento, seguito anche nei paesi limitrofi. “La mancanza dei carri però peserà quest’anno. Già abbiamo avuto la metà delle adesioni, saremo una ottantina di partecipanti. Speriamo”, conclude Luca, “che l’iniziativa dei manifesti funebri e il rischio di perdere la Battaglia della Farina saranno d’aiuto per il prossimo anno”. Che la Battaglia abbia inizio dunque, anche se mancheranno i discorsi iniziali e finali “per protesta” e se i gruppi saranno solamente quattro: Leoni di San Marco, Grifoni, Greppia e gli Orsi del Valverde. E se dovesse piovere, si rimanderà di una settimana.

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